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 [NDS/RECENSIONE] Mario Pary DS

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Cloud Strife
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MessaggioTitolo: [NDS/RECENSIONE] Mario Pary DS   Mar Set 16, 2008 9:44 pm



Per molti la saga di Mario Party ha ormai esperito la sua carica. Arrivato all’ottavo episodio (decimo, se si considerano le capatine su DS e GBA) in nove anni, reiterando puntualmente le stesse quattro regole, ha iniziato via via ad affievolire la sua portata innovativa. E purtroppo, in ogni edizione, il pubblico e la critica ritrovano non solo sempre il medesimo gameplay, ma hanno anche modo di constatare che i difetti più vistosi non sono stati eliminati. Parliamo soprattutto del fatto che il gioco sia indirizzato esclusivamente al multiplayer. Ciò può apparire normale, dal momento che un Mario Party, senza due o tre amici con cui condividerlo non avrebbe neppure senso di esistere, ma in fondo sarebbe bastato poco per cambiare la modalità in singolo e renderla più appetibile anche all’utente solitario. Invece passano gli anni e puntuali i difetti si ripresentano. La serie, però, in barba ai giudizi, spesso negativi, della stampa specializzata, continua a vendere migliaia di copie. Ora cerca nuovo terreno fertile sui due schermi del DS, perciò andiamo a vedere se e quanto le regole classiche che conosciamo a memoria sono cambiate nel passaggio di console.



Sotto a chi tocca!
Per chi non conoscesse il gameplay che sta alla base della fortunatissima saga di Mario Party, la spiegazione è presto fatta: scopo del gioco è agguantare le mariesche stelle che possono essere acquistate per pochi gettoni. Per farlo dovrete percorrere un tabellone à la gioco dell’oca irto di trappole e zeppo di bonus. A seconda del colore della casella sulla quale vi fermerete determinerete il vostro destino, guadagnando o perdendo monete. In più, in agguato ci sono sempre gli imprevisti, che rendono ancora più caotica l’avventura. Quando tutti i giocatori avranno tirato, si schiude il vero cuore del gioco, perché si verrà catapultati in uno degli oltre sessanta minigiochi previsti. Si tratta, come al solito, di piccole prove molto veloci, nelle quali basta spesso premere un tasto al momento giusto per risultare vincitori. La maggior parte delle sfide vi vedrà in lotta contro i vostri avversari, ma non mancano poi quelle che invece vedranno contrapporsi due squadre o altre ancora che prevedono che uno solo si batta contro tutti. L’arrivo su DS ha permesso agli sviluppatori di Hudson di variare ulteriormente le regole del gioco, aggiungendo la compatibilità con il touch screen ed il microfono. E così vi potrà capitare di disegnare velocemente una determinata sagoma o di soffiare come forsennati sulla vostra console per poter agguantare più soldi possibili. Divertente, basta non farlo in luoghi pubblici…



Le novità arrivano con l’anno nuovo!
A differenza di Mario Party 8, che non ha saputo sfruttare adeguatamente il Telecomando Wii, questo Mario Party DS mostra dunque una maggiore attenzione per le peculiarità del DS. Non tutti i minigiochi richiedono l’uso del sensore tattile o del microfono, ma quelli che lo fanno si rivelano, ovviamente, molto divertenti. Quelli vecchio stampo, da giocare con croce direzionale e pulsanti, invece, tendono ad assomigliare troppo ad altri già visti nelle passate edizioni di questa festa nintendosa. Ma la vera novità, quella che tutti ci saremmo aspettati da questa versione doppioschermo, sarebbe dovuta risiedere nella modalità per un giocatore. Essendo infatti un titolo per console portatile, Mario Party DS dovrebbe concentrare i suoi sforzi nell’avventura in solitaria, ma così, stranamente, non è stato. Intendiamoci, i ragazzi di Hudson hanno aggiunto qua e là dialoghi tra PNG, personaggi da salvare, boss da sconfiggere e l’iter dei cinque tabelloni (da affrontare in rigoroso ordine cronologico) ricorda pure una mappa tipica dei platform, ma a parte queste poche novità le regole del gioco sono sempre le stesse. Si tira il dado quindi si è costretti ad aspettare che il computer giochi i propri turni. Situazione piuttosto noiosa e monotona che riporta alla luce i medesimi problemi presenti nelle varianti per console da salotto. Anche Mario Party DS, insomma, è un titolo esclusivamente dedito al multiplayer. Ne è una conferma il fatto che si possa tranquillamente accedere a tutte le modalità anche con una sola scheda di gioco. Viceversa stupisce e rattrista l’assenza del multiplayer via Nintendo Wi-Fi Connection. Poter disputare gare con giocatori di tutto il mondo, magari anche di soli dieci turni, infatti, non ci sarebbe dispiaciuto.

Il prossimo anno tutti da me.
Tecnicamente parlando, Mario Party DS si difende molto bene. Il motore usato è quello, un po’ vetusto, di Super Mario 64 DS, ma il risultato globale è davvero piacevole. I tabelloni sono grandi e dettagliati, i modelli poligonali dei personaggi (è presente la cricca di Mario al gran completo, da Luigi a Peach, passando per Yoshi, Bowser e Wario) sono validi e ottimamente animati, mentre ogni minigioco presenta un’azzeccata ambientazione. Solo alcune texture, all’occhio esperto, risultano eccessivamente piatte e pixellose. Buono anche il sonoro, forte dei soliti motivetti orecchiabili che vi ritroverete a fischiettare senza neppure accorgervene. Alto è pure il giudizio inerente la giocabilità, perché questi nuovi minigiochi divertono e non poco, specie quelli che sfruttano il touch screen e il microfono, soprattutto se affrontati in quattro. Meno ispirati, anzi, decisamente bruttini, quelli che vedranno battervi contro i boss di fine mondo. Nella modalità in singolo, infatti, per superare un tabellone non occorre limitarsi al recupero delle stelle, ma dovrete anche affrontare il boss della zona (una gigantesca pianta piranha nel Giardino di Torcibruco, un Martelkoopa nel Concerto di Toadette, Tartosso nella Giunga di DK, Magikoopa nella Libreria di Kamek e Bowser nel suo flipper omonimo) in un minigioco testa a testa. Si tratta di prove semplici e poco divertenti che allungano ulteriormente il già farraginoso gameplay del gioco in solitaria.



Una festa? Verrei, ma sono impegnato…
Alla fine della fiera, il giudizio su Mario Party è sempre quello: divertire diverte, ma è davvero sempre troppo uguale a sé stesso. In nove anni e dieci capitoli, difatti, le innovazioni apportate possono contarsi sulle dita di una mano. Certo, squadra che vince non si cambia, ma talvolta si potrebbero ascoltare i pareri della critica. Anche questo capitolo per DS non fa eccezione e se da un lato focalizza tutti i suoi sforzi sulle partite multiplayer, rendendole molto divertenti, dall’altro tende ad ignorare troppo l’eventuale giocatore solitario, proponendogli regole di gioco che poco si adattano alle partite contro la CPU. Fortunatamente, sono riuscitissimi i tanti minigiochi presenti, molto più divertenti ed originali di quelli che avevamo trovato in Mario Party 8. L’avvertenza, dunque, è sempre quella: se avete almeno un altro amico con cui giocare, compratelo senza troppi ripensamenti, se invece sapete già che potreste giocarci unicamente in singolo, allora lasciatelo pure sullo scaffale…

Fonte: Ludus

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