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 Blanc: L'allenatore non si cambia

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MessaggioTitolo: Blanc: L'allenatore non si cambia   Mer Ott 08, 2008 8:41 am



L’amministratore delegato della Juventus, Jean Claude Blanc, rinnova la propria fiducia a Claudio Ranieri, a Sky Sport24, in un’intervista esclusiva in onda oggi, martedì 7 ottobre, alle ore 23.

Che cosa sta succedendo alla Juventus, si è rotto qualcosa?

Non ci nascondiamo: stiamo vivendo un momento di difficoltà, nel gioco e nei risultati. È chiaro che sia così. È importante in questo momento analizzare bene la situazione, vedere quello che dobbiamo andare a toccare. Fortunatamente abbiamo questi giorni per vedere bene le cose, prima di Napoli. È un momento di difficoltà, sì, ma abbiamo la volontà di affrontarlo con serietà, professionalità e verificare anche i minimi dettagli che non sono andati bene, che fanno la differenza. Dobbiamo tornare e ritrovare un gioco vincente.

La distanza della vetta è minima: quattro punti e siete in piena corsa in Champions. Nulla è compromesso sulla carta. Questo é un motivo per non cambiare allenatore, o al contrario per cambiarlo, evitando che le cose peggiorino?

L’allenatore non si cambia. La fiducia in Ranieri è totale, come ha detto il presidente Cobolli domenica. E io lo confermo al cento per cento. E’ stato scelto Ranieri per portare avanti un progetto, questo progetto va avanti. Con lui, con il suo staff, con lo staff medico analizziamo bene la situazione per cercare di trovare piccole soluzioni in più che devono fare tornare la Juventus ad essere quella che abbiamo visto a fine agosto.

Ma sono stati dati ultimatum all’allenatore, o arriverà a fine stagione comunque?

Non sono stati dati ultimatum, arriverà a fine stagione e ha ancora un contratto per una stagione di più. Noi andiamo sul lungo termine. Vogliamo avere una situazione stabile con lo staff tecnico, con l’allenatore, con la struttura della società, perché pensiamo che un lavoro professionale, pensato bene, portato avanti con serietà, sia l’unica risposta da dare ai risultati non ottimi di queste ultime partite.

E’ possibile che decida di cambiare assetto all’area tecnica sportiva, inserendo una figura di raccordo tra campo e società, o andrà avanti con i suoi uomini?

Non c’è bisogno di una persona in più. Siamo strutturati come una società di calcio organizzata bene: c’è un direttore generale, che sono io, e la mia prima responsabilità è curare l’aspetto sportivo con tutta la struttura sportiva. Vicino a me c’è Alessio Secco, il direttore sportivo che ha esperienza di questo ambiente e che, con la sua struttura, con il team manager Gianluca Pessotto e con gli uomini che non si vedono mai, ma che sono con noi tutta la giornata, tutta la settimana, prima e durante le partite, portano avanti questo progetto sportivo. Quindi, la struttura c’è, molto professionale, una struttura che va avanti e non c’è bisogno di qualcuno in più.

Parliamo della squadra: quanto influisce su questo momento il rapporto di alcuni giocatori con l’allenatore, con i giocatori di maggiore esperienza come Del Piero, Nedved, e non solo? Insomma, la squadra è unita con l’allenatore?

La squadra è unita, perché ha esperienza. Sanno tutti, i vecchi senatori come i più giovani che sono con noi, che in questo momento solo una squadra unita può permettere alla Juventus di uscire alla grande da questa situazione. La squadra è unita, andiamo avanti così e analizziamo anche con i giocatori che cosa deve essere fatto per migliorare questa situazione con la consapevolezza che siamo la Juventus, che siamo forti, che solo il lavoro paga. Avanti per la nostra strada, lavoriamo con le nostre risorse, insieme, per uscire insieme da questa situazione e tornare a vincere.

Coinvolgerete dunque anche i giocatori in questa discussione?

Si, ovviamente è importante in una situazione così parlarci chiaro, occhi negli occhi, tra staff e giocatori, tra società staff tecnico e giocatori. Non c’è una squadra, uno staff tecnico, una società: c’è un gruppo unico. È un progetto sportivo e, nel progetto, può succedere che non si vincano tutte le partite o che la qualità del gioco non ci sia. Sappiamo che abbiamo anche infortunati da recuperare, è importante sfruttare questo periodo per farlo, anche se è di oggi la notizia che perderemo anche Gigi Buffon per un mese. E’ una cattiva notizia. Ma andiamo avanti comunque, anche se Gigi non gioca, la sua presenza e il suo carattere, insieme a quello del capitano, di tutti i nostri giocatori, sarà molto importante per dimostrare che c’è una via unica per uscire da questa situazione, ovvero dimostrare di essere uniti, lavorare insieme, curare tutto fino ai minimi dettagli che fanno la differenza fra vincere e non vincere, a cominciare dalla prossima partita.

Le scelte di mercato: siete pentiti di aver preso Poulsen e non un giocatore di maggiore qualità a centrocampo, e come risponde a queste critiche?

No, non ci pentiamo. L’analisi per arrivare a questa scelta di Poulsen è stata fatta bene, dalla società con lo staff tecnico, perché abbiamo deciso di fare le scelte di mercato insieme, per cercare l’uomo giusto, al posto giusto. Ci assumiamo la responsabilità di tutte le scelte che abbiamo fatto e sono sicuro che nelle prossime partite Poulsen dimostrerà, e continuerà a dimostrare, che la qualità che porterà al nostro centrocampo sarà sempre più importante.

Tornerete sul mercato a gennaio?

Tutti i periodi di apertura del mercato sono un’opportunità per aumentare la qualità della squadra, l’abbiamo dimostrato a gennaio scorso anticipando l’arrivo di Sissoko, se ci sono opportunità e scelte condivise per migliorare, ci lasciamo aperta la possibilità di operare. Abbiamo dimostrato di avere volontà e capacità di investire i soldi giusti, quando è necessario. L’operazione Amauri è stata una delle più importanti del mercato estivo. Con l’infortunio di David (Trezeguet, ndr) sarà ancora più importante avere un giocatore della sua classe con noi. Penso che abbiamo fatto bene, abbiamo ancora parecchie settimane per pensarci ma, se lo riterremo necessario, potremo ritornare sul mercato per migliorare la squadra. Ma ci sono tante partite prima di arrivare alla riapertura del mercato.

Che messaggio vuole mandare ai tifosi?

È giusto e capisco i tifosi preoccupati, li ho sentiti anch’io, ma devono avere la consapevolezza che dalla squadra, fino al consiglio di amministrazione, daremo tutto per uscire da questa situazione. Ovviamente è un periodo di difficoltà, ma può anche essere un’opportunità per dimostrare che – tutti insieme, con loro al nostro fianco – la Juventus ha la capacità, la storia, il dna, la forza interna per risalire e portare avanti un progetto che deve rendere fieri tutti i nostri tifosi di essere tifosi della Juve.

Fonte: Calciomercato

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