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 [NDS/RECENSIONE] Electroplankton

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roxas
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MessaggioTitolo: [NDS/RECENSIONE] Electroplankton   Sab Ott 18, 2008 9:03 pm



Titolo: Electroplankton
Piattaforma: DS
Genere: Musicale
Software house: Nintendo
Sviluppatore: Interno
Distributore: Nintendo


Xilofono a pennino, screensaver interattivo, esperimento luminare (o luminescente, se giocato sul nuovo DS Lite), bizzarria sensoriale, orchestra microscopica...questi ed altri sono gli appellativi che abbiamo inventato, o che condividiamo, per descrivere Electroplankton. Al contrario ci dissociamo dagli elogi che sciorinano questo prodotto come un'opera geniale, un capolavoro o, peggio, un gioco che dovrebbe far parte della biblioteca videoludica di ogni possessore di un Nintendo DS.



Perché?

Innanzitutto perché Electroplankton non è un videogioco o, meglio, non è classificabile propriamente come tale. E' vero, si inserisce in una console da gioco. E' vero, è confezionato come un qualsiasi altro videogame per DS. Tuttavia non è un “videogioco”in quanto non ricalca gli stilemi classici della videoludicità in quanto tale.
Per evitare di confondere le idee, cerchiamo di chiarire subito di cosa si tratta.
Electroplankton è un software che consente, mediante i classici strumenti del DS (ovvero il pennino ed i pulsanti), di comporre delle melodie, di creare un ensemble di suoni ed immagini in movimento. Ha uno scopo? Inteso in senso videoludico: no. Ha, invece, lo stesso scopo che può caratterizzare un qualsiasi strumento musicale, un mixer, ovvero dare libero sfogo alla propria fantasia, al proprio estro, ai propri istinti creativi. Le immagini offrono un'ulteriore dimensione all'inventiva e fanno da contorno ad un'esperienza plurisensoriale in grado di stupire per la sua originalità. Ma Electroplankton, oltre che stupire, sa anche basire. Si prendano i primi minuti di utilizzo: pian piano si intuisce cosa si può fare, cosa è possibile creare, si consulta poi il libretto di istruzioni per scoprire come interagire al meglio, ma si scopre che alla fine è tutto lì: laddove si credeva di aver appena cominciato e di dover acuire le proprie abilità, si scopre di essere già arrivati. Questo perché gli strumenti messi a disposizione da EP non concedono una precisione utile a dar una vera e propria profondità al “gioco” che, al contrario, si configura spontaneamente per un utilizzo limitato, spizzicato, di piccola taglia, come l'hardware su cui gira.
E' la formula che tutti i titoli destinati alle console portatili vorrebbero avere, la possibilità di fruirne mediante piccole sessioni mordi-e-fuggi potrebbe sembrare un aspetto positivo, ma non è così proprio per la mancanza di uno scopo finale, di una struttura videoludica che stimoli a proseguire e scoprire nuove cose, ma soprattutto per la mancanza di una logicità percettibile e soprattutto sfruttabile che consenta all'utente di creare un qualcosa di davvero pregevole a fronte di un impegno considerevole.
Abbiamo sparso per questa recensione sin troppi aggettivi in qualche modo “astratti”, per rifarci, e per esemplificare nel modo più “concreto” possibile (almeno a parole) la giocabilità di Electroplankton. Andiamo ora ad esaminare una ad una le “tracce” (avete letto bene: EP è confezionato in modo tale da sembrare più come un album musicale che non come un VG, quindi è suddiviso in tracce e non in livelli) con le quali è possibile interagire.



Le canzoni

1 – Tracy. Su schermo compaiono alcuni piccoli esseri (il plankton da cui il titolo) di colore diverso. Potrete tracciare delle linee sullo schermo e questi seguiranno il tragitto a ripetizione, generando suoni più o meno bassi a seconda del tipo di linea tratteggiata, della velocità impressa, della direzione e del colore stesso del Tracy scelto. Con la croce direzionale si può aumentare o diminuire la velocità.
2 – Hanenbow. In questa traccia gli Hanenbow spuntano fuori dall'acqua lanciati da una foglia, che è possibile regolare per decidere l'angolazione e la direzione dove atterreranno questi piccoli esseri, i quali, rimbalzando sulle foglie di una pianta presente sullo schermo emetteranno dei suoni simili ad un carillon. A seconda del punto della foglia che verrà colpito cambierà la tonalità del suono emesso. E' l'unico gioco che presenta una sorta di obiettivo: ogni volta che colpirete una foglia questa assumerà una tonalità di colore tendente al giallo, poi all'arancione infine al rosso. Se riuscirete a farle diventare tutte rosse contemporaneamente, sboccerà un fiore. Per riuscirci meglio aumentare la frequenza di lancio degli esserini mediante la croce direzionale.
3 – Luminaria. Una griglia formata da frecce costituisce il percorso che i 4 plankton qui presenti, ognuno con una tonalità e velocità diversa, potranno intraprendere. Voi gestirete le frecce che regolano il percorso dei plankton (un po' come gli scambi dei treni insomma).
4 – Sun-Animalcule. Picchiettando sullo schermo si possono far comparire tanti piccoli plankton, in questo caso simili a piccoli soli e lune, che, in base a dove vengono posizionati, crescendo emettono diversi piccoli suoni finché non esplodono come delle bolle d'aria.
5 – Rec-Rec. 4 piccoli plancton a forma di pesce sono come 4 piste dove è possibile registrare la propria voce o qualsiasi altra cosa. Come sottofondo c'è una musica hip-hop standard (il classico tum-tum-cià). E' una delle tracce più banali ma anche una delle più sfruttabili per farsi due risate con gli amici.
6 – Nanocarp. Uno stormo di piccoli plankton si dispone a seconda dei suoni che fate pervenire al microfono (intonazioni melodiche, fruscii, battiti di mani...) poi col pennino diffondete dei cerchi come delle onde sull'acqua che faranno suonare i plankton quando vengono toccati.
7 – Lumiloop. Cinque plankton a forma di ciambella funzionano come l'orlo di un bicchiere su cui ci si passa il dito bagnato. Si possono far girare, e più aumenta la velocità con cui girano più il suono emesso aumenta d'intensità, per poi diminuire quando perdono velocità mano a mano o perché li frenate.
8 – Marine Snow. Tanti fiocchi di neve che se colpiti emettono una tonalità diversa e si scambiano di posizione. Una sorta di pianoforte capace di involgersi in sé stesso creando pazze armonie e parecchia confusione.
9 – Beatnes. Mentre sotto scorre un tipico motivetto del celebre idraulico con i baffi, o di altri celebri giochi della grande N, con il pennino si possono toccare i puntini che formano la “coda” dei Beatnes, per creare delle composizioni sonore melodicamente apprezzabili. Sicuramente è la traccia più sfruttabile melodicamente, secondo gli stilemi musicali classici, grazie alla scala di note formata dai diversi punti della coda dei plancton.
10 – Volvoice – Non è altro che un plankton in grado di alterare la vostra voce. Vengono registrati 7 secondi di parlato (o di qualsiasi altro suono) e a seconda della forma che è possibile fare assumere al Volvoice questo replicherà la vostra voce in vari modi: più lenta e profonda, veloce e metallica o addirittura al contrario o spezzettata.



Se dopo aver letto vi aspettate che ci sia qualcos'altro da spiegare vi sbagliate. Questa è tutta l'essenza del gioco. Niente di più, niente di meno. L'unica altra aggiunta è la possibilità di osservare, tramite la modalità spettatore, le creazioni pre-composte di chi ha creato Electroplankton ed eventualmente interagirvi in prima persona.
Ovviamente provare questo titolo è tutt'altra cosa rispetto al parlarne, tuttavia, nonostante amiate il genere dei giochi musicali e questa idea bizzarra ed originale vi sembri meritevole, non possiamo che raccomandarvi una prova, se possibile, di almeno una ventina di minuti. Quel tanto che basta per capire se vi siete divertiti abbastanza, se avete soddisfatto la vostra curiosità e potete così lasciare EP sullo scaffale e tornare a casa con un altro gioco per DS altrettanto geniale e dalla longevità garantita, o se invece vi siete innamorati del delle dieci tracce di questo “gioco” e avete scoperto di non poterne più fare a meno.
Alla fine dei conti Electroplankton è un'idea originale, questo si, ma che non definiremmo geniale. Geniale semmai è il modo in cui è stato confezionato questo gioco (sia in quanto a packaging, sia per la cura del libretto d'istruzioni, per quanto bizzarro), il modo in cui è stato distribuito e la politica commerciale capace di farlo sembrare un capolavoro meritevole del prezzo pieno di un titolo DS, al pari del nuovo Super Mario e di altri prodotti assai meglio rifiniti.
In realtà EP ci pare più un'applicazione sopravvalutata, con numerose mancanze (vedi ad esempio l'impossibilità di salvare le proprie creazioni) e una grafica luminescente quanto spartana (anche se capace di un certo impatto). Spacciare l'inventiva primordiale di Toshio Iwai per una genialata finisce col sembrarci persino offensivo nei confronti di chi deve sborsare quaranta euro per il gioco. Ad un prezzo (molto) più ragionevole avremmo potuto apprezzare l'originalità della trovata e la ventata di aria fresca in un settore asfissiato dalla consuetudine. Così invece rimane un prodotto difficilmente raccomandabile (in particolare a scatola chiusa).

Commento

Avete presente quando da bambini entravate in quei musei della scienza, o della musica, in cui vi venivano forniti tanti strumenti, tante postazioni interattive con le quali sbizzarrirvi? Vi lasciavano toccare, suonare ed eseguire altre operazioni elementari per sfogare la vostra fantasia e allo stesso tempo tentare di impartirvi un qualcosa. Poi nella sala successiva c'era un grosso schermo con sopra un'astronave con la quale si poteva sparare e tutti accorrevano lì davanti per giocare a quel meraviglioso videogioco. Questa è la metafora di Electroplankton: una sala di un museo racchiusa in 2 piccoli schermi con i quali grandi e piccini si possono trastullare un po', prima di passare alle cose importanti (o ai videogiochi più meritevoli). Voler elevare EP ad un'opera di genio, un capolavoro con il quale si possono raggiungere risultati melodici esaltanti è voler forzare molto le cose: di strumenti simili ne esistono già un'infinità e sono molto meglio sfruttabili rispetto a questo. Se non lo si usa come strumento, bensì si cerca di rintracciarvi una qualche proprietà videoludica, si uscirà ancor meno soddisfatti dalla ricerca (al di fuori della seconda traccia, non sono presenti “scopi videoludici”). Continuiamo a pensare che Electroplankton si sarebbe rivelato un'ottimo “screensaver” per il nuovo DS Lite. Sarebbe stato molto più apprezzabile ritrovarselo all'interno della console, senza bisogno di inserire alcuna cartuccia. Così come stanno le cose invece riteniamo che il costo per il biglietto d'entrata in questo “museo” sia troppo elevato. Quindi, se potete, date prima una sbirciata, potrebbe bastare a soddisfare la vostra curiosità!

Fonte: SpazioGames
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MessaggioTitolo: Re: [NDS/RECENSIONE] Electroplankton   Sab Ott 18, 2008 9:04 pm

Nessuno spend ei propri soldi per una cosa del genere asd

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