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 [PS2/RECENSIONE] Devil May Cry 3

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Cloud Strife
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MessaggioTitolo: [PS2/RECENSIONE] Devil May Cry 3   Dom Ott 19, 2008 1:47 pm



Correva l’anno 2001 e il giovane monolite nero Sony era ancora in fase di allattamento. La guerra delle console a 128 bit era iniziata da poco, ma si preannunciava già sanguinaria e senza esclusione di colpi.
Di validi action in terza persona se ne sentiva la mancanza, la PS2 era reduce dal buon Onimusha di Capcom e da tempo si sentivano voci su un misterioso “ammazzademoni” pronto a rivoluzionare il genere action. Poche immagine trapelate e altrettante misere informazioni bastarono per far urlare al capolavoro.
Lo scossone arrivò a settembre, l’uscita della versione Jap di Devil May Cry (questo era il titolo), sopraggiunse come una meteora e sconvolse tutti. Cominciarono a circolare sempre più insistentemente video e trailer che mostravano spettacolari sequenze di gioco, una grafica spaccamascella e una giocabilità mai vista prima: gli action in terza persona non sarebbero stati più gli stessi.
Il gameplay offriva mirabolanti mosse che combinavano sapientemente colpi di arma da fuoco a fendenti con spada. Ormai film come Matrix avevano fatto scuola e il gioco era pervaso da sequenze in bullet time e combattimenti a mezz’aria.



Appena arrivato, Dante diventò ben presto l’icona del genere action, in pochissimo tempo riuscì ad accaparrarsi una grossa fetta di appassionati e divenne sinonimo di alta qualità videoludica.
Nonostante tutto, il titolo della Capcom non era esente da difetti: la versione Pal era orrendamente mutilata dei 60 hz con conseguenti bande nere che deformavano e rendevano lenta l’azione. La ridicola longevità pari a pochissime ore di gioco, rendeva il titolo davvero breve anche se facilmente rigiocabile per via di bonus e modalità extra da sbloccare. Difetti che passavano in secondo piano, grazie alle grandi emozioni che il gioco riusciva a regalare.
Passò qualche anno e a marzo del 2003 arrivò il giorno tanto agognato: Devil May Cry 2 era finalmente sugli scaffali dei negozi europei.
L’attesa era stata estenuante e l’idea di poter vestire nuovamente i panni di Dante in un seguito migliorato e dignitosamente convertito, fece letteralmente andare fuori di testa i videogiocatori di tutto il mondo… beh, almeno fino alla prova con mano.

Spoiler:
 

Dante era tornato, ma decisamente sottotono, inferiore al primo capitolo sotto molti punti di vista.
Graficamente scarno e afflitto da un aliasing vistoso, livelli mal concepiti e del tutto privi di quell’atmosfera che tanto aveva caratterizzato il primo episodio, mostri e boss meno carismatici, poco dettagliati e una facilità di gioco ai limiti dell’assurdo: il livello di sfida durante i combattimenti era uguale a zero, nemici che si facevano imbottire di piombo senza neanche avvicinarsi o accennare il minimo attacco e boss di fine livello che venivano facilmente abbattuti senza farci perdere un minimo di energia.
Unica nota positiva, la presenza del selettore a 60hz, su questo piano era stato fatto un passo avanti, ma per il resto si era scesi di parecchi gradini.
Preso a sé stante risultava tuttavia un action godibile seppur non ottimo, soprattutto grazie alla nuove spettacolari mosse introdotte. Purtroppo, se raffrontato al predecessore, le note negative non erano poche. La mancata presenza di Shinji Mikami e il cambiamento improvviso del team di sviluppo hanno indubbiamente influenzato l’esito finale.

Spoiler:
 

Da allora gli action-clone crebbero come funghi, cercando di catturare quella magia insita nel titolo Capcom: molti furono mediocri, alcuni degni di nota, ma nessuno in grado di rivaleggiare con il carisma di Dante. I timori causati dal non esaltante secondo capitolo erano più che giustificati, ma dopo aver provato Devil May Cry 3 ci sentiamo in dovere di rassicurarvi: potete dormire sonni tranquilli.
Per chi non avesse ancora spulciato le tonnellate di news, immagini o video inerenti al gioco in questione, sappiate che abbiamo a che fare con un prequel, con un Dante piuttosto giovane e decisamente sbruffone, alle prese con Virgil (fratello gemello di cui ignorava l’esistenza) schieratosi dalla parte del male e pronto a usare i proprio poteri di mezzo demone a scopi unicamente malvagi.

Spoiler:
 

L’impatto iniziale è appagante a cominciare dalla sequenza introduttiva col motore grafico di gioco che ha come unico scopo quello di mostrarci un Dante carismatico e sicuro di sé che raddrizza una poltrona con un calcio riuscendo a sedersi prima che questa tocchi terra. Sempre calciando la scrivania, fà rimbalzare la cornetta del telefono direttamente nella sua mano già pronta a riceverla e in pochi minuti riesce a sbarazzarsi con nonchalance di un esercito di demoni comparsi dal nulla.
Descriverlo è una cosa, vederlo è un'altra… credeteci.
Ma non vogliamo anticiparvi altro, quindi meglio concentrarsi sul gameplay, illustrandovi la novità principale di questo terzo capitolo ovvero i quattro stili che andremo ad adottare durante il corso dell’avventura.
Il primo stile è denominato Gunslinger, grazie al quale Dante potrà incrementare la propria esperienza sulle armi da fuoco; lo stile Swordmaster ci farà effettuare impressionanti combo con la spada; Trickster permetterà di toglierci d’impiccio durante gli “affollati” attacchi nemici con azioni agili e veloci e Royal Guard aumenterà le nostre capacità difensive rendendo semplice e precisa l’abilità nello scansare e contrastare i demoni.
Oltre ad essere una gustosa novità, risulta una scelta davvero azzeccata poiché, in più di un occasione, avremo la possibilità di cambiare stile prima di ogni livello, affrontando così lo stage nel modo più consono alle nostre abilità.

Spoiler:
 


Graficamente siamo ad alti livelli qualitativi tant’è che i programmatori hanno deciso di creare tutte le scene d’intermezzo col motore grafico di gioco allo scopo di rendere l’avventura quanto più continuativa e senza punti morti dovuti all’eventuale uso di computer grafica: ciò non sminuisce la qualità dei filmati che risultano dettagliati e spettacolari.
I poligoni si sprecano, sia Dante che i personaggi non giocabili e i vari mostri sono modellati con mestria e dedizione al dettaglio.
Il primo vero boss che avrete il piacere di conoscere sarà l’affettuoso e tenero Cerbero, un simpatico “cucciolo” a tre teste di qualche tonnellata di peso, dall’alito agghiacciante e dal pessimo carattere: quando lo vedrete in movimento rimarrete a bocca aperta.
Un buon lavoro è stato svolto anche per quanto riguarda gli effetti di luci e ombre, esplosioni ben fatte e le texture conferiscono al gioco il giusto effetto sporco e decadente che caratterizza la serie.
L’ambientazione gotica del primo capitolo è stata rivalutata e resa visivamente migliore, grazie alle colossali architetture che andremo ad esplorare e alla tetra atmosfera resa perfettamente dalla scelta di tonalità cupe e spente.
Vi è tuttavia la presenza di aliasing che non turba però la resa finale, ma questo significa andare a trovare il famoso pelo nell’uovo. Il gioco risulta fluido e stabile anche nelle situazioni critiche e concitate.

Spoiler:
 


Ricordate la “deficienza artificiale” che caratterizzava Devil may Cry 2? Grazie al cielo Capcom non ha commesso gli stessi errori, ma chiariamo subito una cosa, il gioco non è facilissimo e questo è un bene: non basterà premere tasti a casaccio affettando o sparacchiando alla cieca, un minimo di strategia stavolta sarà d’obbligo, poiché ogni tipologia di nemico avrà una tattica diversa e sarà necessario studiare le loro mosse affinchè ci si possa difendere scansando al momento giusto gli attacchi avversari.
Nulla di trascendentale è ovvio, stiamo parlando o no del “RE” degli action?
I due livelli di difficoltà disponibili all’inizio, rispettivamente Easy e Normal risultano entrambi ben calibrati e rendono non necessariamente semplice il proseguire del gioco, e il comparto audio merita un plauso con un eccezionale mix di musiche evocative e rockeggianti che rendono ancor più emozionante e adrenalinica l’azione.




Avrete capito come la pensiamo sul ritorno di Dante: le nostre preghiere sono state ascoltate e finalmente dopo mesi di attesa, possiamo lucidare le nostre fidate Ebony e Ivory, sguainare il nostro spadone e tornare a fare quello che più ci aggrada, ovvero massacrare, con stile, orde di demoni inferociti.
Se avete amato alla follia o al contrario non avete mai avuto modo di provare Devil May Cry, questo terzo capitolo è una più che valida ragione per farlo; più in là potrete cercare di recuperare il tempo perduto giocando i precedenti episodi.
Il biglietto andata e ritorno per l’inferno è disponibile, buon viaggio e… scriveteci una cartolina.

Fonte: Ludus

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MessaggioTitolo: Re: [PS2/RECENSIONE] Devil May Cry 3   Dom Ott 19, 2008 2:40 pm

Uno dei migliori giochi d'azione per PS2... ma c'è anche a chi non piace! bounce 2

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Cloud Strife
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MessaggioTitolo: Re: [PS2/RECENSIONE] Devil May Cry 3   Dom Ott 19, 2008 3:17 pm

Io non l'ho finito purtroppo Sad

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