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 [NDS/RECENSIONE] Apollo Justice - Ace Attorney

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Cloud Strife
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MessaggioTitolo: [NDS/RECENSIONE] Apollo Justice - Ace Attorney   Mar Set 09, 2008 11:59 pm



La serie di Ace Attorney ha avuto inizio in Giappone diversi anni fa sul GameBoy Advance, e soltanto negli ultimi due sono stati resi disponibili in tutto il mondo per il Nintendo DS i remake dei tre episodi aventi come protagonista l’avvocato Phoenix Wright. Tuttavia, più che remake è meglio parlare di conversioni, visto che le uniche novità consistevano in una qualità tecnica leggermente migliorata e l’uso del touchscreen per semplificare le varie azioni durante il gioco.



“Apollo Justice: Ace Attorney” è il primo titolo della serie creata da Capcom ad essere stato realizzato fin dal principio sulla console Nintendo DS, e tutto ciò si traduce in un uso intensivo durante il gameplay delle varie funzioni della console portatile della casa di Kyoto, come il microfono, i doppi schermi, il touch-screen e le capacità di gestione di modelli tridimensionali. Noi di Ludus abbiamo avuto l’occasione di provare a fondo la versione americana del quarto capitolo della serie Ace Attorney, e se siete impazienti di sapere che fine ha fatto Phoenix Wright e tutti i suoi compagni, non vi resta che continuare a leggere questa recensione.

Spoiler:
 

Non sono stato io
Questo nuovo capitolo di Ace Attorney si focalizza su un nuovo protagonista, tale Apollo Justice, giovane avvocato che nel suo primo processo dovrà difendere nientemeno che Phoenix Wright. Sì, avete capito bene, Phoenix Wright. Accusato di omicidio, l’ormai ex-avvocato (non vi sveliamo nulla sul come e perché ha perso il lavoro) è stato incastrato, e durante il primo caso ci vengono spiegate tutte le azioni principali in una sorta di tutorial. Immancabili ovviamente i due personaggi presenti da sempre nel primo caso di ogni episodio, vale a dire il giudice e il procuratore Winston Payne, che mostra un po’ i segni dell’età dal momento che il gioco è ambientato sette anni dopo gli eventi di Trials & Tribulations, il terzo capitolo.

Passato, presente e futuro
Il primo caso di Apollo Justice serve giusto da introduzione al gioco, ma è dal secondo che le cose cominciano a farsi più interessanti e si iniziano a notare le differenze tecniche tra questo Ace Attorney e i precedenti. Prima di addentrarci nei dettagli, vediamo di riassumere il gameplay della serie: in ognuno dei quattro casi si deve difendere il proprio cliente dall’accusa di omicidio, e per farlo si deve prima investigare sul luogo del delitto raccogliendo delle prove e intervistando delle persone (testimoni, poliziotti, assistenti, eccetera…), e in seguito esporre le proprie idee di fronte al giudice nell’aula del tribunale con il fine ultimo di scoprire la verità ed ottenere un verdetto di non colpevolezza. Per quanto riguarda le nuove caratteristiche tecniche, possiamo eseguire le seguenti azioni: controllare e ruotare ogni oggetto dell’inventario in uno spazio tridimensionale, spruzzare uno spray per analizzare la presenza di liquidi come sangue e veleno, isolare delle tracce musicali usando un mixer, usare la polvere per rilevare le impronte digitali, e tante altre novità che preferiamo non svelare in questa sede.



Obiezione!
Come da tradizione della serie, i dialoghi sono tutti curati e spesso conditi da un’originale ironia, soprattutto per quanto riguarda i personaggi principali della storia. Ci sono molte facce nuove, ma anche alcune già viste in passato, e se dobbiamo essere sinceri la caratterizzazione dei personaggi precedenti è riuscita molto meglio rispetto a quelli attuali. I casi più belli ed interessanti sono senza dubbio il primo e l’ultimo, che offrono al giocatore un gameplay diverso dal solito. Gli altri due casi invece sono di una qualità leggermente più bassa, a causa sia della storia che della facilità di alcune situazioni. Graficamente il titolo Capcom si difende bene, con disegni e animazioni 2D di ottimo livello e la presenza di filmati e scene tridimensionali. Dal punto di vista dell’audio, gli effetti sonori sono rimasti quelli di sempre (alcuni buoni, altri di bassa qualità), mentre non tutte le musiche sono orecchiabili come quelle degli episodi passati. Infine, la longevità: per completare Apollo Justice ci vogliono una ventina d’ore, però una volta finito difficilmente lo rigiocherete dall’inizio, visto che non c’è nessun extra da sbloccare.

Fonte: Ludus

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